Sindome premestruale… come contrastarla?

La maggior parte delle donne in età fertile soffre della cosiddetta “sindrome premestruale”, condizione clinica caratterizzata da un insieme di alterazioni biologiche e psicologiche causate dal ciclo mestruale.

Talvolta, i disturbi possono arrivare ad invalidare totalmente la persona per vari giorni. Il gonfiore dei tessuti, in particolare quello all’addome e ai seni, l’aumento di peso per la ritenzione idrica, causata dalla momentanea difficoltà di drenaggio del sistema linfatico, i frequenti cambiamenti umorali, quali la facile irritabilità, l’humor depresso, gli scatti di ira, l’impulsività, l’ansia, la difficolta di concentrazione, la cefalea sono elementi funzionali secondari all’alterazione dell’equilibrio ormonale, e precisamente al rapporto degli estrogeni e del progesterone che influisce sul metabolismo della serotonina, della dopamina e delle endorfine. Non ultimo il calo del desiderio sessuale e stati di insonnia. Altro frequente evento fisiologico è l’alterazione del rapporto col cibo. Un insolito aumento dell’appetito, in particolare il desiderio smisurato degli zuccheri, caratterizza la preferenza alimentare della donna nella fase premestruale.  Nelle diete dimagranti, pertanto, questa fase del ciclo può scoraggiare chi sta seguendo un programma alimentare ipocalorico. Il peso indicato dalla bilancia in quei giorni può anche aumentare di 1-2 chili.

L’alimentazione può avere un ruolo importante per contrastare la sindrome premestruale. Un corretto protocollo dietetico, basato sulla combinazione di particolari elementi e vitamine contenuti nei cibi, contribuisce alla netta riduzione di molti sintomi.

Rilevante è ridurre l’assunzione di sodio ed incrementare quella di acqua, con correlata riduzione del ristagno dei liquidi e della ritenzione idrica.

Vanno assunti alimenti a base di fitoestrogeni, come i prodotti a base di soia, almeno due volte a settimana, che simulano l’azione dei veri ormoni organici. Occorre aumentare il consumo di alimenti con buone quantità di calcio, come i formaggi magri (1-2 volte a settimana), i semi oleosi quali mandorle, semi di lino, semi di sesamo, semi di chia, le verdure come il cavolo verde, gli spinaci e i broccoli. Sembra che il calcio sia l’elemento più efficace per contrastare i sintomi della sindrome premestruale. Occorre introdurre cibi ricchi in triptofano, precursore della serotonina, ormone che nella fase premestruale diminuisce ed è ritenuto fattore rilevante nel determinarla: quindi, bisogna aggiungere alla dieta elementi importanti per la sintesi di serotonina quali la vitamina B6 ed il magnesio. I cibi che soddisfano tale esigenza sono i cereali integrali, i legumi e le patate.

Il pesce azzurro è ricco di acidi omega 3 e contribuisce alla prevenzione dei crampi muscolari che si avvertono durante il ciclo per lo sfaldamento dell’endometrio.

Bene è l’uso di cioccolato fondente, al fine di limitare gli attacchi di fame e la voglia di cibi zuccherini.  Utile è privilegiare il consumo di vegetali a foglia verde: lattuga, spinaci, indivia, importanti fonti di vitamina E, un potente antiossidante. È bene non assumere le bevande nervine, quali tè, caffè, cola.

Per le donne che soffrono di intensa ritenzione idrica, è indicato l’utilizzo di fitopreparati con caratteristiche diuretiche.

 



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